GothW

Episode 8

Who Hunts the Hunters?

Alexis si butta di forza contro la porta, seguito a ruota da Faith. Nell’androne silenzioso, il cadavere di Don Carlos giace riverso a terra in una pozza di sangue, il ventre orribilmente squarciato. Faith, disperata, si getta sul cadavere, riempiendosi di sangue, per poi cercare conforto tra le braccia del vampiro. Per Alexis è troppo: dopo aver cercato in un primo momento di resistere, decide di cedere ai suoi impulsi. Presa la mano di Faith, corre con lei fuori a cercare un posto appartato per lasciar sfogare la loro passione.

A casa di Thomas, Kaylee si spoglia dei suoi vestiti e si immerge nella piscina riscaldata, cercando di sedurre il vampiro. Scrutando nella sua mente si accorge che lui ha cambiato opinione nei suoi confronti: se prima la desiderava solo per risucchiare la sua vita, ora sembra davvero interessato a lei come persona, chissà, forse infatuato. Quando si assicura la sua collaborazione nell’evocazione di Amhaleck, Kaylee senza indugiare insiste per farsi riaccompagnare all’hotel, con disappunto del suo nuovo ammiratore.

Nel frattempo Rebecca, tornata a casa, trova Gawain preoccupato per la prolungata assenza degli altri, per cui decide, sotto gli occhi stupefatti del suo amico di un’altra epoca, di chiamare Alexis al cellulare. Il quale, in tutt’altre faccende affaccendato, non risponde. Il secondo tentativo tuttavia lo coglie al termine del suo sollazzo, per cui risponde e racconta agli altri quello che ha visto nella Chiesa di S. Sebastiano. Rebecca senza perdere tempo inforca la sua moto e, istruito Gawain sul suo strano “cavallo”, si precipita sul luogo. Kayle arriva all’hotel giusto in tempo per vedere Rebecca partire a tutta velocità e ordina a Thomas di seguirla. In pochi minuti sono tutti lì sulla scena del delitto.

Entrati nella chiesa, Kaylee vede il fantasma di Don Carlos che cerca di entrare in contatto con lei: attraverso i suoi occhi vede la scena dell’attacco, durante la quale un essere spuntato dal nulla, dalla pelle bianca/violacea e il volto esangue, trapassa il prete da parte a parte con i suoi artigli acuminati, per poi dirigersi come una furia al piano di sopra. La puzza di putrefazione che aleggia nel luogo non lascia dubbi sulla natura del mostro, si tratta sicuramente di un qualche tipo di non-morto.

Gawain, alle parole di Kaylee, si precipita al piano di sopra per trovare la porta dello studio di Monsignor Benedict spalancata. Con il cuore in gola attraversa l’ingresso e trova il prete riverso sulla scrivania ricoperta del suo sangue, che tende un dito verso di lui e mormora il suo nome. Gawain si precipita a tamponare con le mani la profonda ferita sulla spalla dell’uomo, sperando di fermare l’emorragia. Kaylee si dirige invece verso la finestra spalancata, molto probabilmente utilizzata dal mostro come via di fuga. Anche gli altri fanno il loro ingresso nella stanza e, mentre stanno decidendo sul da farsi, si trovano intrappolati da una retata dell’FBI: quattro agenti, muniti di distintivo e pistole, intimano loro di alzare le mani e non tentare atti incoscienti. Tutti eseguono tranne Rebecca: lo sguardo aggressivo, le mani salde, punta con ostinazione la sua pistola a quello che sembra essere il capo del manipolo. Ci vuole tutta la dialettica degli altri cacciatori a convincerla a desistere dall’intento e deporre l’arma. Gli agenti vogliono arrestarli tutti, ma Alexis, facendo uso del suo potere di dominio mentale, li convince a prendere in consegna solo lui e lasciar andare gli altri. Nel frattempo arrivano i soccorsi, che portano via Monsignor Benedict accompagnati da una preoccupatissima Faith.

Una volta che Alexis e gli agenti hanno lasciato la scena, Kaylee e Rebecca scendono nel vicolo da cui presumibilmente il mostro è fuggito, senza riuscire a capire che direzione abbia preso: unica traccia le impronte delle gomme di un camioncino, che si immmettono nel traffico poco dopo. Rebecca, facendo mente locale, si ricorda di una leggenda di cui ha sentito parlare: l’Ordine di Teutates, un’antica setta druidica che anticamente era conosciuta per la capacità di donare la vita ai morti – sicuramente Gawain dovrebbe saperne qualcosa – e poi, di nuovo quel nome, Francois Englert, che in anni recenti si era dedicato allo studio di questi culti e dei loro sacrileghi rituali. Le ragazze decidono quindi che è ora di fare una nuova visita a Micheal.

Alexis perde la cognizione del tempo mentre la macchina dell’FBI lo conduce chissà dove… non era più vicina la centrale? Con sua grande sorpresa, quando la macchina si ferma e gli agenti gli intimano di scendere, si trova in una zona di L.A. che non ha mai visto, davanti ad un enorme caseggiato che ha tutta l’aria di essere un magazzino caduto in disuso. Sentendo puzza di bruciato, usa il suo dominio per ordinare all’uomo di sparare al suo sottoposto, e lui esegue. In una frazione di secondo anche l’altro agente ha estratto la pistola e ha sparato al capo, facendo salire a due il conto delle persone stese a terra in un lago di sangue… Poi, lentamente, punta la pistola su Alexis, cercando di capire cosa è successo. Alexis non fa in tempo a riorganizzarsi che i due uomini a terra lentamente si rialzano e gli puntano contro la pistola… Con uno scatto felino, il vampiro si getta sul capo con una spallata e si dà alla fuga disperata, seminando gli inseguitori nel giro di qualche isolato. Rimane solo un problema: non ha idea di dove diavolo si trovi. Cerca quindi un condominio, suona al primo campanello che trova, e convince l’anziana signora che gli risponde a farlo salire. Una volta su, cambia registro e le racconta tutta la verità, ma la signora non gli crede e lo sbatte fuori, pensando che sia un malintenzionato.

Gawain invece resta nella chiesa e cerca di rintracciare Hope e tutti i seminaristi, trovandoli sparsi per le varie sale profondamente addormentati… tutti tranne Padre Harper, che è misteriosamente sparito qualche ora prima che succedesse il trambusto. Assicurandosi che tutti stiano bene, Gawain dice ai confratelli di cercare asilo nella parrocchia vicina, onde evitare ulteriori rischi per loro.

Aprendo la porta di casa di Micheal con un calcio rabbioso, Rebecca arriva giusto in tempo per vederlo crollare a terra esanime, abbattuto dal mostro alle sue spalle. Quest’ultimo ride, dicendo che sono arrivati troppo tardi, e mentre preme un tasto su un dispositivo che ha in mano un fulmine di potenza inaudita si scaglia in un qualche punto non ben indetificato della città. Rebecca decide che è il caso di ripiegare velocemente, quindi, cercando di guadagnare tempo per permettere a Kaylee di fuggire, si prende prima una scossa elettrica in pieno petto e poi una coltellata mentre si chiude di scatto la porta alle spalle. Le due montano in sella alle moto e corrono via nella notte.
Ovunque siano, Alexis e Gawain odono il terribile tuono che scuote le fondamenta degli edifici. A Gawain si rizzano i peli della nuca.

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Valentina Valentina

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